Lo storyboard facilitatore nei processi di scrittura

Anche quest’anno abbiamo utilizzato lo storyboard per un’attività di scrittura. CLICCA QUI per vedere l’attività. Avevamo già affrontato il tema QUI, anche se alla luce di un utilizzo diverso dello storyboard. Questa volta non è servito per pianificare o rimaneggiare una storia, quanto piuttosto come facilitatore. Il contesto è stato una classe prima per cui le competenze di scrittura erano ancora iniziali. I bambini conoscevano già la storia di Lucy e il filo dell’amicizia che ci ha accompagnato le prime settimane di scuola. Riproporla alla fine della classe prima come laboratorio di scrittura ha raccolto grande entusiasmo tra i bambini. La storia di Lucy si è poi rivelata molto funzionale alla realizzazione del cartone per la semplicità dei disegni e della trama. Lo storyboard è stato consegnato con la storia già suddivisa in 5 sequenze. I bambini dovevano far parlare l’orso Hank in ognuna di esse. Dal mmomento che non conoscevano le convenzioni di scrittura legate al discorso diretto, abbiamo pensato di introdurre nello storyboard dei balloons predisposti per essere riempiti con le parole del personaggio. Questo ci ha permesso di passare da un oggetto (la storia/il libro) ad un altro (il cartone). Il linguaggio prevalentemente visivo ha reso immediata la comprensione dei bambini. E i balloons con i personaggi disegnati da loro hanno permesso di realizzare il cartone con estrema facilità, utilizzando un banco come sfondo.

Guarda il cartone

I punti forza dello storyboard utilizzato come facilitatore.

  1. IMMEDIATO: ha favorito la comprensione del momento della storia affidato al gruppo;
  2. SCOMPONIBILE: non è rimasta una traccia visiva della storia come accaduto nelle esperienze precedenti, in cui lo strumento veniva utilizzato per rimanggiare un testo, e renderlo visibile. Qui i balloons sono stati ritagliati e utilizzati per realizzare il cartone;
  3. PRATICO: i bambini hanno utilizzato lo storyboard nella fase di scrittura in piena autonomia grazie alla presenza del balloon di cui conoscevano già il significato. Nella realizzazione vera e propria del cartone hanno abbinato in autonomia i balloons alle scene e al personaggio.
  4. VELOCE: la trama della storia è stata mantenuta uguale, introducendo soltanto le parole di un personaggio. L’attività era quindi molto definita e l’utilizzo di uno strumento pratico e immediato come lo storyboard con i balloons ha permesso di svolgere il laboratorio di scrittura in poco tempo, circa mezz’ora.

Pensieri per riprogettare…

La struttura dello storyboard scomponibile è molto interessante e apre davvero a tante possibilità pratiche. Una di queste potrebbe essere aumentare i balloons per gruppo in modo che si possano pensare e pianificare scene più complesse, avendo a disposizione magari più tempo di quello utilizzato per la storia di Lucy.

Interessante mantenere la trama del libro/della storia e modificare soltanto delle piccole parti. La stessa tecnica si potrebbe utilizzare per proporre incipit o finali diversi, utilizzando un altro mediatore visivo che renda la scomposizione della storia più facile ed immediata.

Con i bambini più grandi possiamo poi diminuire il ruolo di facilitatore dello storyboard e la storia potrebbe venire suddivisa direttamente da loro in sequenze, rappresentata e rimaneggiata, preparata per l’attività di scrittura vera e propria.

Provate anche voi ad utilizzare lo storyboard e condividete con noi le vostre esperienze!

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