Il paese dei balocchi

Le Avventure di Pinocchio, pag. 182

“Questo paese non somigliava a nessun altro paese del mondo. La sua popolazione era composta di ragazzi. I più vecchi evevano quattordici anni: i più giovani ne avevano appena otto. Nelle strade, un’allegria, un chiasso, uno strillìo da levar il cervello! Branchi di monelli dappertutto: chi giocava alle noci, chi alla piastrella, chi alla palla, chi andava in velocipede, chi sopra un cavallino di legno; questi facevano moscacieca, quegli altri si rincorrevano, altri, vestiti da pagliacci, mangiavano la stoppa accesa; chi recitava, chi cantava, chi faceva i salti mortali, chi si divertiva a camminare con le mani in terra e con le gambe all’aria; chi mandava il cerchio, chi passeggiava vestito da generale con l’elmo di foglio e lo squadrone (la grande sciabola) di cartapesta; chi rideva, chi urlava, chi chiamava e batteva le mani, chi fischiava, chi rifaceva il verso della gallina, quando ha fatto l’uovo: insomma un tal pandemonio, un tal passeraio (cicaleccio sciocco), un tal baccano indiavolato , da doversi mettere il cotone negli orecchi per non rimanere assorditi. Su tutte le piazze si vedevano teatrini di tela, affollati di ragazzi dalla mattina alla sera e su tutti i muri delle case si leggevano scritte col carbone delle bellissime cose come queste: Viva i balocci (invece di balocchi): non vogliamo più le schole (invece di scuole): abbasso Larin Metica (invece di aritmetica) e altri fiori consimili.”

Leggendo la descrizione del Paese dei balocchi presa dal testo (citazione) colora in giallo le parti che si riferiscono a dati uditivi, cioè alle caratteristiche del Paese descritto che si possono ascoltare.

Poi disegna e descrivi sul tuo taccuino tutto ciò che si sente nel Paese dei balocchi.

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