Storyboard e sequenze narrative

Siamo in una classe terza. L’esperienza di scrittura è coinvolgente ed insolita perché vissuta con i bambini di una classe seconda di un’altra scuola. Il percorso di scrittura di fatto è concluso e questa volta lo storyboard ci serve per visualizzare ciò che accade in una storia articolata, scritta a catena a cui dedicheremo un intero post nella sezione del sito “come l’abbiamo fatto“, vista la ricchezza dell’esperienza.

Se vuoi ripercorrere il percorso svolto utilizza questi link:

1.Creiamo un personaggio

2. Costruiamo la storia

3. Una trasformazione terribile

4. Laboratorio di scrittura

5. Le sequenze

6. Una storia a puntate

Scrivere a catena, cioè continuando da dove altri hanno interrotto la storia, ha fatto emergere la necessità di rimanere coerenti e fedeli alla trama sviluppata dai colleghi scrittori. Questo ci ha costretto a trovare strumenti che rendessero gli snodi della storia ben visibili. Uno di questi è certamente stata una lavagna condivisa che abbiamo utilizzato per appuntare idee e intessere relazioni tra i fatti narrati, compito tutt’altro che semplice… L’abbiamo creata su @Canva.com, la potete vedere QUI. L’altro strumento che ci è venuto in aiuto è stato proprio lo storyboard, non tanto nella fase di scrittura quanto piuttosto nel momento di costruzione del libro vero e proprio. Ci ha permesso, infatti, di visualizzare a colpo d’occhio i contenuti delle singole pagine del libro digitale, ma per arrivare a questo risultato è stato necessario lavorare ancora sul testo, rimaneggiarlo, scomporlo in unità più piccole: le sequenze.

Siamo partiti dal testo completo e concluso, disponibile in un foglio condiviso con Documenti di Google, su cui le due classi hanno lavorato a turno durante i laboratori di scrittura. Priva di suddivisioni in capoversi e/o paragrafi, così come di immagini, la storia risultava lunga e difficile da leggere. Concordata quindi la necessità di renderla maggiormente fruibile e accattivante, abbiamo deciso di creare un libro fatto di immagini e testo. Una volta diviso il lavoro tra le due classi, siamo passati alla parte operativa.

Abbiamo lavorato in gruppi di lettura da 2-3 bambini e ad ogni gruppo è stata affidata una pagina in doppia copia. In questo punto del percorso i bambini hanno sezionato la storia in sequenze descrittive, dinamiche e dialogiche utilizzando i colori. Per saperne di più CLICCA QUI.

Le sequenze sono poi state tagliate e disposte su un foglio di carta pacco, ricomponendo così la storia pagina per pagina, nell’ordine corretto.

Le sequenze doppie sono state attaccate sul quaderno e classificate con la loro funzione.

Rimaneggiare ciò che i bambini stessi avevano scritto e non un testo estraneo, tratto dalla letteratura per l’infanzia o dal libro di testo in adozione, ha permesso loro di tornare più volte alla storia, osservando di volta in volta aspetti diversi della narrazione, con grande attenzione e motivazione. L’importante lavoro di analisi testuale che ne è scaturito e che non avremmo immaginato di proporre già in una classe terza, è stato possibile e significativo proprio grazie allo storyboard che ha funzionato come supporto visivo, creato materialmente dai bambini stessi. Il testo tagliato e stato ricucito nella sua sequenza logica e cronologica con maggiore consapevolezza dell’importanza di ciascuna sequenza, parallelamente ad un costante lavoro di comprensione del non detto e delle inferenze testuali inevitabilmente presenti nella narrazione.

“Maestra: – Secondo voi, a cosa serve questa sequenza di dialogo tra i due protagonisti?

S. – Secondo me serve a rendere più bella la storia!

M. – Sì, e anche a far sentire le emozioni…

Maestra: – A fare sentire le emozioni… di chi?

D. – Dei personaggi!

R. – E poi se i personaggi parlano li conosciamo meglio!

M.- Una storia senza dialoghi non è bella! A me piacciono le storie con i dialoghi e tanti disegni!

H. – Possiamo disegnare il momento in cui Max e Leo si scontrano! Si scontrano e poi si parlano.

(Diario di bordo – maggio 2024)

La time-line della storia si è così ricomposta e, a questo punto, la classe si è dedicata alle illustrazioni del libro, che sono state poi scansite dai docenti e rese disponibili sempre su Canva, piattaforma utilizzata dai bambini per montare il book digitale.

In questa fase del lavoro le attività del disegno e della composizione del libro si sono sovrapposte, i bambini lavoravano a turno al computer e lo storyboard è stato il punto di riferimento costante per non perdere il filo della storia. In questo modo i nostri piccoli scrittori hanno potuto concentrarsi sull’uso di alcune procedure di lavoro quali:

  • “copiare” una sequenza di testo da Documenti e incollarla sulla pagina del libro;
  • scegliere un’immagine da una cartella, selezionarla e inserirla nella pagina del libro, spostandola, ingrandendola o rimpicciolendola a piacere, utilizzando le apposite maniglie.

Data l’età dei bambini e livelli di autonomia eterogenei nell’uso del digitale, avere uno strumento di riferimento costruito da loro stessi e quindi conosciuto e condiviso, ha permesso loro di non doversi preoccupare della storia stessa, concentrandosi maggiormente sulle proprie competenze digitali.

Lo storyboard è stato un facilitatore nel passaggio dalla carta al digitale. Lo è stato però anche nella composizione del libro e nel rendere visibili alcune incongruenze nell’abbinamento tra illustrazione e testo, che sono poi state discusse nel gruppo classe alla ricerca di soluzioni. Non sempre queste ultime si sono dimostrate praticabili per mancanza di tempo, ma l’aspetto certamente importante è che lo storyboard ha permesso loro di muoversi con facilità in una storia articolata, anche una volta terminato il processo creativo, generando domande di senso e continue riflessioni.

Se vi è venuta la voglia di provare ad utilizzare lo storyboard nelle vostre classi, scriveteci come lo fate e cosa ne pensate!

Qui sotto gli altri link sull’argomento che trovate nella sezione del sito “come l’abbiamo fatto”.

LO STORYBOARD FACILITATORE NEI PROCESSI DI SCRITTURA

LO STORYBOARD NEI PROCESSI DI SCRITTURA

Lascia un commento