« …Vorrei, direi, farei… »
Che maniere raffinate
ha il modo condizionale.
Mai che usi parole sguaiate,
non alza la voce per niente,
e seduto in poltrona
sospira gentilmente:
« Me ne andrei nell’ Arizona,
che ve ne pare?
O forse potrei
fermarmi a Lisbona…
« Vorrei, vorrei…
Volerei sulla Luna
in cerca di fortuna.
E voi ci verreste?
Sarebbe carino,
dondolarsi sulla falce
facendo uno spuntino…
« Vorrei, vorrei…
Sapete che farei?
Ascolterei un disco.
No, meglio, suonerei
il pianoforte a coda.
Dite che è giù di moda?
Pazienza,
ne farò senza.
Del resto non so suonare…
« Suonerei se sapessi.
Volerei se potessi.
Mangerei dei pasticcini
se ne avessi.
C’è sempre un se:
chissà perché
questa sciocca congiunzione
ce l’ha tanto con me».
Gianni Rodari, dal libro Filastrocche in cielo e in terra, Einaudi
Questa simpatica filastrocca ci introduce all’idea che il modo condizionale spesso è utilizzato insieme al modo congintivo: suonerei se sapessi…
Questo quando un desiderio si può avverare soltanto a una condizione! Ed è proprio la parolina SE che ci aiuta a costruire le frasi. Scrivetela grande e colorata sul vostro quaderno e cominciamo a chiamarla CONGIUNZIONE, come fa Rodari, perché la troviamo nelle frasi complesse (periodo) e il suo mestiere è proprio di legare, cioè unire due frasi semplici.
Per fare un po’ di pratica giochiamo al gioco del SE FOSSI!
La mestra dice se fossi… e aggiunge un elemento, per esempio: se fossi un animale…; voi dovrete completare la frase sul foglio utilizzando il modo condizionale. Successivamente piegate il foglio in modo da coprire le vostra frase e passatelo al compagno. Quando il foglio avrà fatto il suo giro, la maestra lo leggerà e voi dovrete indovinare di quale compagno si tratta.
Che tipo di testo abbiamo ottenuto? Cosa dobbiamo fare per renderlo leggibile? Scrivetelo sul quaderno, facendo molta attenzione agli spazi e alla punteggiatura, poi colorate in giallo i verbi al modo condizionale e analizzateli. Ricordate che il modo condizionale ha soltanto due tempi: presente e passato.
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